60° anniversario della morte di Mons. Sismondo

Il 7 dicembre ricorre il 60° anniversario della morte di Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Sismondo, vescovo di Pontremoli dal 1930 al 1955.

È agli anni della guerra che lega indissolubilmente il proprio nome, distinguendosi soprattutto nei terribili ultimi mesi in cui la guerra civile aveva imbarbarito tutti e l’unico punto di riferimento della città,  continuamente sotto minaccia di distruzioni da tutte le parti in causa, rimaneva il Vescovo. È proprio lui a salvarla al termine di una difficile trattativa con il Comando tedesco e una rocambolesca missione sui monti di Zeri, ovviamente a piedi, per incontrare il maggiore Gordon Lett e scongiurare l’intervento contro i tedeschi in ritirata che si sospettava fossero nascosti all’Annunziata. In quel periodo operò con illuminato vigore intervenendo ripetutamente contro i rastrellamenti e tutte le forme di violenza, salvando dalla morte moltissime persone di ogni schieramento.

Per il suo impegno, il 19 agosto 1948 gli venne conferita la medaglia d’argento al valor civile; in occasione del decennio di episcopato fu nominato dalla Santa Sede assistente al soglio pontificio e il Consiglio Comunale di Pontremoli gli conferì la cittadinanza onoraria quale “pacificatore degli animi, difensore degli oppressi, salvatore della città”.

Nel dopoguerra una grave malattia minò rapidamente la sua forte tempra e nell’ottobre del 1954 fu costretto a rinunciare al governo della diocesi. Partì da Pontremoli il 2 febbraio 1955 e tornò a Torino, sua terra d’origine, nella Piccola Casa della Divina Provvidenza, dove morì il 7 dicembre 1957. Due giorni dopo venne sepolto nella cripta della Cattedrale di Pontremoli.

Vogliamo per questo ricordarlo sabato 9 dicembre, durante la Santa Messa delle ore 08.00.

 

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