Rosa da Lima, la santa contitolare del Duomo

Il 23 agosto ricorre la memoria liturgica di Santa Rosa da Lima, contitolare, assieme alla Vergine Assunta e a San Geminiano, della nostra Cattedrale.

Lorenzo Franzoni, Santa Rosa da Lima, marmo bianco scolpito, 1811, Pontremoli, Cattedrale

Lorenzo Franzoni, Santa Rosa da Lima, marmo bianco scolpito, 1811, Pontremoli, Cattedrale

Rosa nacque a Lima il 20 aprile 1586, decima di tredici figli. Il suo nome di battesimo era Isabella. Era figlia di una nobile famiglia, di origine spagnola. Quando la sua famiglia subì un tracollo finanziario. Rosa si rimboccò le maniche e aiutò in casa anche nei lavori materiali. Sin da piccola aspirò a consacrarsi a Dio nella vita claustrale, ma rimase «vergine nel mondo». Il suo modello di vita fu santa Caterina da Siena. Come lei, vestì l’abito del Terz’ordine domenicano, a vent’anni. Allestì nella casa materna una sorta di ricovero per i bisognosi, dove prestava assistenza ai bambini ed agli anziani abbandonati, soprattutto a quelli di origine india. Dal 1609 si richiuse in una cella di appena due metri quadrati, costruita nel giardino della casa materna, dalla quale usciva solo per la funzione religiosa, dove trascorreva gran parte delle sue giornate a pregare ed in stretta unione con il Signore. Ebbe visioni mistiche. Nel 1614 fu obbligata a trasferirsi nell’abitazione della nobile Maria de Ezategui, dove morì, straziata dalle privazioni, tre anni dopo. Era il 24 agosto 1617, festa di S. Bartolomeo. (Avvenire)

Lorenzo Franzoni, Altare di Santa Rosa da Lima, marmi policrimi, 1808, Pontremoli, Cattedrale. Balaustra in marmo donata dai coniugi Filippi nel 1890.

Lorenzo Franzoni, Altare di Santa Rosa da Lima, marmi policromi, 1808, Pontremoli, Cattedrale.

Fu beatificata nel 1668 da papa Clemente IX e soltanto due anni dopo fu inaspettatamente proclamata patrona principale delle Americhe, del Nuovo Mondo, delle Filippine e delle Indie Occidentali. Fu un riconoscimento del tutto inusuale e insolito per l’epoca visto che per decreto papale di circa mezzo secolo prima si stabiliva che nessuna figura poteva essere dichiarata patrona se non fosse prima stata canonizzata. Ma la venerazione per questa giovane figura era ormai talmente alta forte che la canonizzazione avvenne solo tre anni dopo, il 12 aprile 1671 da parte di papa Clemente X, e divenne così la prima dei santi americani.

In quel periodo stava compiendosi la costruzione della nostra chiesa, iniziata nel 1636 e aperta al culto nel 1687. La vita di innocenza e penitenza di Santa Rosa è veramente straordinaria, e dovette suscitare un grande fervore ed entusiasmo in tutto il popolo cristiano, tanto da indurre i pontremolesi a consacrare la chiesa, di cui già era titolare la Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, insieme al patrono cittadino San Geminiano, anche a Santa Rosa, segno ed esempio dell’universalità della Chiesa, ormai diffusa e radicata anche oltreoceano. A lei dedicarono dinanzi alla Cappella del SS. Sacramento un altare (dove si trova raffigurata con altri tre Santi ai piedi della Vergine, in una tela di scuola emiliana della prima metà del XIX secolo), a lato del presbiterio una statua di marmo – opera, come l’altare, dello scultore Lorenzo Franzoni -, e nella volta della navata un affresco, realizzato nel primo Ottocento dal pittore Francesco Natali.

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