Madre Serafina Formai dichiarata Venerabile

Suor Serafina Formai, religiosa della nostra diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, è stata definita il «sorriso della Lunigiana». Nata il 28 agosto 1876 a Casciana Petrosa, nel comune di Casola in Lunigiana, fu battezzata con il nome di Clorinda Letizia. Devota della Vergine, entrò a 19 anni nella Congregazione delle Suore Calasanziane di Firenze, ma fu costretta a rientrare in famiglia per motivi di salute. Attenta ai problemi che toccavano la gente comune, diede inizio nel 1932 alla Congregazione delle Suore Missionarie Rurali, che si occupano dell’apostolato presso scuole, orfanotrofi, laboratori, ospedali, opere parrocchiali, case di esercizi spirituali e dell’assistenza domiciliare agli ammalati. Il suo primo atto fu l’apertura di un asilo parrocchiale che fece nascere la «famiglia religiosa di giovani desiderose di tendere alla perfezione cristiana e all’educazione dei fanciulli/e». Da tempo ammalata, la fondatrice morì il 1° giugno 1954.

L’approvazione pontificia delle Missionarie Rurali, con il nome di “Suore Missionarie del Lieto Messaggio”, adottato nel 1972, avvenne il 16 luglio 1974, mentre l’8 settembre 1986 vennero approvate le nuove Costituzioni. Presenti a tutt’oggi in Toscana e in Veneto, le suore hanno aperto nel 1997 una missione a Wantiguera, nella Repubblica Centroafricana. Frutto di questa missione è la vocazione di una giovane, Sylva, che ha professato i voti perpetui il 15 luglio 2012, proprio fra le Missionarie.
La fama di santità diffusa in tutta la Lunigiana e altrove ha condotto, dopo aver ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede, all’apertura del processo canonico per la canonizzazione di madre Serafina. L’inchiesta diocesana, durata dal 4 settembre 2005 al 1 giugno 2008, è stata convalidata il 29 maggio 2009. I suoi resti mortali, riesumati dal cimitero di Pontremoli il 24 ottobre 2006, sono stati traslati alla Cappella della Casa Generalizia due giorni dopo.

Il Santo Padre Francesco, ricevendo il 12 febbraio scorso in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, ne ha riconosciuto le virtù eroiche: diventa così venerabile, in attesa che il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione possa permettere la sua Beatificazione.

 

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