Il Corpo santo di Celestino nel Duomo di Pontremoli

In occasione della festa della Natività della Beata Vergine Maria, che la Chiesa celebra l’8 settembre, è possibile venerare il corpo del martire Celestino, che si conserva presso l’altare di Santa Rosa da Lima, nel transetto della Cattedrale di Pontremoli.

La presenza di tali reliquie nella nostra chiesa risale al XVIII secolo.

Se, infatti, nel Medioevo conquistarono una particolare venerazione santi martiri locali, figure al crocevia tra storia e leggenda (è il caso, ad esempio, del vescovo pellegrino san Terenzo – patrono eponimo del paese di San Terenzo Monti, nei pressi di Fivizzano – e del vescovo di Luni Ceccardo, particolarmente venerato a Carrara), con l’Età Moderna proliferò una tipologia tutta nuova di santi: a partire dalla riscoperta delle catacombe (1578), reliquie ed interi Corpi Santi riemersero dal sottosuolo dell’Urbe e vennero disseminati in tutta la Cristianità, fomentando nuove devozioni come martiri della Chiesa primitiva. Tra Sei e Settecento ne giunsero parecchi in Lunigiana, a cominciare dai molti che il cardinale Alderano Cybo (1613-1700) destinò alle chiese di Massa, e anche la nostra Cattedrale ancora oggi ne custodisce una testimonianza. In un manoscritto di memorie intorno alla Cattedrale, raccolte dal Can. Prof. Tonelli, si trovano queste notizie riguardanti la reliquia di San Celestino.

” Nell’anno 1732 il Canonico Luc’Antonio Dosi fece venire, per mezzo del Signor D. Germano Zangardi, che si trovava a Roma col Cardinale Albani, un Corpo Santo, battezzato dal Pontefice Clemente XI col nome di Celestino. Portato a Pontremoli fu depositato nella Canonica di S. Pietro, e vi fu tenuto fino a che i Canonici avessero preparato l’urna da collocarlo nella Chiesa di Santa Maria (l’attuale Duomo, ndr). Alli 7 di settembre del suddetto anno andarono a levarlo tutti i canonici con solenne processione. Trovandosi in Pontremoli il Vescovo di Brugnato Mons. Leopoldo Lomellini, fece lui la solenne funzione di questo Santo in Santa Maria, così deputato da Mons. Vescovo di Sarzana (da cui allora Pontremoli dipendeva, ndr). (…) Questo Santo fu collocato sotto la mensa dell’altare di Santa Rosa”.

Da allora, senza culto alcuno, si scopre in questi giorni alla pubblica venerazione.

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